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Chiesa di San Giacomo Stampa

Chiesa San Giacomo-CollesanoLa Chiesa di S. Giacomo costruita attorno al '400 sorge nell'odierna Piazza Garibaldi. Questa chiesa ha subito molti rimaneggiamenti e modifiche che ne hanno cambiato l'aspetto iniziale, tanto che oggi dell'impianto originario si può apprezzare solamente il portale gotico-catalano. Nel 1581, per realizzare il campanile a guglia maiolicata, oggi non più esistente, i confrati di San Giacomo, dovettero vendere una delle loro tante case di proprietà.
L'aspetto attuale della chiesa è conseguente alla ristrutturazione della metà dell'ottocento ed a quella recente degli anni ’90.
La chiesa è da considerarsi una delle più importanti del paese per essere stata sede del culto di S. Giacomo. Oltre ad un importante fiera risalente al 1530, a S. Giacomo veniva celebrata un'imponente festa religiosa e una processione con palio di cavalli. Inoltre, nella chiesa di S. Giacomo si riunivano i consulenti dell'Università (Comune) per fissare le mete dei principali prodotti (orzo, grano, seta, mosto). Intorno al '600 San Giacomo era una chiesa abbastanza ricca con un bilancio che alla fine del '500 superava le 100 onze: verso la metà del '700 la chiesa disponeva di una rendita di sole 18 onze. La larga disponibilità di entrate nel Seicento consentì una ricca festa per il Santo (nel 1608 si spesero oltre 17 onze) : i rettori si permettevano di affrontare una spesa considerevole sia per la chiesa che per l'arredo. Oltre alle opere d'arte oggi perdute, citiamo alcuni pezzi di notevole valore: da ricordare, prima fra tutte, la statua lignea cinquecentesca di San Giacomo apostolo, eseguita nel 1619 dallo scultore cefaludese Giovanni Paolo Lo Duca su commissione del barone Lo Squiglio, apparsa mirabile allo storico cefaludese Benedetto Passafiume.
Altra statua lignea è quella di San Nicola di Bari, proveniente dall'omonima chiesa, non più esistente, un crocifisso risalente al '500 e un San Francesco che riceve le stimmate, di ignoto autore locale. La chiesa passò in rettoria al clero della Chiesa Madre dopo l'abolizione dei piccoli conventi seguito dalle riforme del 1649. All'interno della chiesa, dopo il recente restauro hanno trovato adeguata sistemazione le due campane appartenenti al vecchio campanile crollato ai primi del '900. La campana più antica riporta sbalzata una Madonna con bambino datata 1506. Gli artefici furono i fratelli Pietro e Gaspare Campana. Sulla parete esterna del lato nord della chiesa è collocato oggi il bel portale gotico – catalano risalente al '400.
Ben leggibili e consistenti, i frammenti di affreschi decorativi del pittore napoletano Orazio Fortunato che li eseguì all'inizio del '600. In buona parte è integro il ciclo di affreschi seicenteschi con l'Apostolato e la Triade, rimasto per secoli celato sotto la calce e documentato al pittore gangitano Giuseppe Salerno. Purtroppo, risultano perduti gli affreschi negli archi con le storie del santo, eseguite nel 1663 dal pittore locale Giuseppe Perdichizzi.

 

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