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Comune di Collesano - Arte e Cultura: Sito Archeologico Ambientale di Monte d'Oro

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Sito Archeologico Ambientale di Monte d'Oro

Sito Archeologico Ambientale di Monte d'Oro

Monte d'OroMonte d'Oro (808 m s. l. m.) sorge nel territorio del comune di Collesano in contrada Croce, a circa un km dall'odierno abitato.

Sulla sommità nord di questo rilievo, in una piattaforma a quota 703 m. s.l.m. scoscesa e inaccessibile, si estende per circa un chilometro in linea d'aria un antico abitato medievale, che è visibile ancora per la presenza di numerose rovine (abitazioni, mura di fortificazione, torri di vedetta, cisterne, una struttura absidata, forse una chiesetta, e una struttura interpretabile come un castello).

Sito archeologicoIn questo sito la presenza umana è attestata fin dall'antichità classica, come dimostra il ritrovamento in situ di alcuni reperti (soprattutto ceramici) riferibili ad epoca greco-romana classica, ma un insediamento umano stabile è datato soltanto in età medievale sotto la dominazione musulmana della Sicilia, quando il geografo arabo Al Muqaddasi cita il sito con il nome di Qal'at as-sirat ("rocca sulla retta via"), e lo inserisce tra le città di un certo rilievo nella Sicilia musulmana del X secolo. Monte d'Oro e il sito di Qal'at as-sirat sono citati anche nel noto trattato geografico "Libro di re Ruggero" del geografo arabo-siculo Edrisi, che li descrive come "alto e superbo monte" nel quale vi era un "castello fortissimo e difendevolissimo, ne' cui dintorni potevano pascolare pecore e buoi; ma re Ruggero ha fatto diroccare il castello e tramutare l'abitato nel sito dov'è oggi". Nel XII secolo (1130-31) si ha dunque la distruzione e l'abbandono della città che, parzialmente abitata ancora nel XII secolo, verrà del tutto abbandonata nel secolo seguente, e già nel 1181 essa veniva già definita "villa vetus" (città vecchia).

Reperto archeologicoIn età moderna (XVI-XVIII sec.) l'antico sito abitato sul Monte era conosciuto da alcuni storici siciliani di quell'epoca, che la identificarono erroneamente con le città classiche di Paropo e di Alesa, mentre nel 1972 il sito è stato oggetto di una brevissima campagna di scavi archeologici condotta dalla Soprintendenza ai beni Archeologici della Sicilia occidentale che ha riportato alla luce una buona quantità di reperti, tra i quali ricoprono particolare interesse un denaro databile ad età sveva (XIII sec.), una fibula altomedievale, una lucerna, nonché copiosa ceramica grezza da mensa e da conserva, reperti oggi tutti conservati presso il museo Salinas di Palermo.

Oltre alle emergenze architettoniche il sito esprime particolari caratteristiche naturali: dal punto di vista geologico Monte d'Oro è costituito da rocce appartenenti alla Formazione Crisanti, costituita da un alternanza di marne, argilliti silicee, radiolariti, calciruditi, calcareniti e brecce calcaree risedimentate.

Reperti archeologiciStrutturalmente il rilievo è caratterizzato da un pacco di strati inclinati verso Nord-Est e da un sistema di faglie che lo smembrano in blocchi mettendo in evidenza i corpi calcarei risedimentati della Fm. Cristanti tra le rocce argillose del Flysch Numidico. Il calcare mostra i tipici segni dei processi carsici epigei quali doline, solchi, karren e strutture ipogee quali grotte e cavità sotterranee. La vegetazione che oggi resiste ai frequenti incendi è distinguibile in tre categorie: macchie e boschi molto degradati (Quercetalia ilicis); rupi di alta e media quota; coltivi abbandonati (praterie, garighe e arbusteti di media ed alta quota). La fauna presente, oltre ad annoverare la maggior parte dei vertebrati delle Madonie, si distingue per la presenza di uccelli quali la Poiana, il Gheppio, il Grillaio, la Coturnice Siciliana ed il raro Capovaccaio (ultime osservazioni infatti, accertano la presenza di una coppia di questo avvoltoio che stagionalmente frequenta il monte).